L’eredità nascosta

“Amici, come avrete visto il mio papà non c’è più. Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio – scrive Cecilia Strada condividendo l’immagine di orizzonte non troppo lontano – non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere…beh, ero qui con la ResQ – People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre.Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo”

Il messaggio e soprattutto l’azione di Cecilia Strada è quanto di più sano e amorevole si possa dire davanti alla perdita di un padre. Il padre lascia l’eredità al figlio affinché ne faccia tesoro ma per farne tesoro paradossalmente non deve dipendere dal lascito.

Cecilia Strada ha imparato ciò che i genitori le hanno insegnato e lo dimostra vivendo, lo dimostra vivendo altrove rispetto a loro, in questo caso al padre in particolare in quanto la madre non c’era già più.

Cecilia Strada non perde tempo su Facebook durante il giorno, si occupa di vite, non per questo è un’eroina ma è questo quello che sceglie di fare.

Cecilia Strada ha avuto un buon padre, un padre che le ha insegnato “delle cose” e non l’ha ricattata “con delle cose”.

Non le ha comprato una casa, sotto spinta continua della madre, per poi ricattarla come spesso accade nelle famiglie italiane.

Chi fa un regalo non deve mai avere un secondo fine soprattutto un genitore verso un figlio che in uno stato di necessità, spesso più emotivo che materiale non è in grado di dire di no. Chi fa un regalo non deve chiedere nulla in cambio, altrimenti è solo manipolazione narcisistica dettato dal proprio bisogno di sentirsi importante in un mondo dove si sente vuoto.

Il genitore Gino Strada ha fatto una figlia e si e si preoccupato che sua figlia imparasse un mestiere, la figlia riconosce il padre proprio per questo amore e non per i lasciti. L’ego vuole sempre qualcosa dagli altri, quello che ha non è mai abbastanza, si insinua così una certa avidità nell’avere cose per poter soddisfare desideri di riconoscimento che non saranno mai appagati.

L’eredità è sempre di sentimenti e quando questi non ci sono allora il denaro e i ricatti hanno la meglio.

Il padre insegna la libertà del futuro ai propri figli, la capacità e l’abilità di cavarsela nella vita senza il bisogno di correre indietro a chiedere aiuto, insegna la fiducia di farcela con le proprie gambe verso il futuro.

Il padre dà al proprio figlio per dare una spinta non per farlo tornare indietro per idolatrarlo.

I figli che non si staccano dai propri genitori non solo non saranno mai persone complete e mature ma vivranno da insicuri, con dubbi e un’ansia ontologica credendo che senza il parere del genitore, che è sempre meglio del proprio, non possano prendere delle decisioni buone per se stesse.

Il figlio deve imparare a autodeterminarsi, a fare scelte autonome andando oltre la paura di sbagliare, il figlio deve andare in avanti se vuole avere il proprio posto nel mondo e il proprio posto è stato dato per diritto di nascita dalla vita ma ciò si comprende solo se si è autonomi.

Cecilia Strada è stata una figlia fortunata perché ha avuto un padre che non è stato schiavo della società borghese, dei falsi ideali, ha messo le mani dove servivano e ha usato la parola solo per denunciare il male e il male non si denuncia con le buone maniere.

Il mio saluto affettuoso va a te Cecilia che non hai perso un padre perché è dentro di te.

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