Mi scusi se insisto…

Lo so Lo so è un momento difficile, oggi una mia cara amica mi ha detto che la sua vicina di casa è in ospedale con il Covid e se la sta passando molto male, ha sempre fame d’aria.

Anch’io Signor Presidente ho fame d’aria, è un’aria diversa ma è aria. Il mio respiro si nutre di cultura, di arte, di teatri, di cinema e tutto questo sono certa che mi aiuterebbe a superare meglio questo momento terribile. Se il teatro o il cinema fossero aperti solo per le pomeridiane avremmo un pò di respiro, sì respiro. Il teatro è un’ottima terapia contro l’angoscia e in molti ci andrebbero.

Lei potrebbe dire che prima di questa pandemia i teatri vivevano una forte crisi e che ormai non c’era molta gente, certo era proprio così.

Ora il Governo ha chiuso tutto, bar, ristoranti, negozi, centri commerciali, ma provi a lasciare aperti i teatri. Un esperimento sociale che non aggraverebbe di certo sulla pandemia. In molti andrebbero, sì andrebbero perché pur di uscire andrebbero anche a teatro anche se non ci hanno mai messo piede. La gente si adatta, se i ristoranti sono chiusi allora andranno dove è aperto. Le misure di contenimento per i teatri sono state molto efficienti e il pubblico ha risposto in maniera ordinata. Anche il teatro è un lavoro, non è un diversivo. I lavoratori del teatro che vadano a lavorare come gli altri, con le regole e rispettando il coprifuoco serale, ma che lavorino.

Ma Lei si rende conto che è morta anche la fame di cultura perché è morta la cultura, il senso critico, il desiderio di sognare. Senza il sogno non mangeremo, perché non avremmo l’immaginazione per uscire da questo disastro, non avremmo l’idea di un futuro perché non saremo in grado di realizzare il pensiero del futuro.

Provi a sognare con me per un momento Signor Presidente, sogni di entrare a teatro per poco più di un’ora e mezza, in completo silenzio, raccolto, ognuno con se stesso ma senza sentirsi solo. Si apre il proscenio e Il Sognatore di Notti Bianche di Dostoevskij voltandosi verso Nastenka afferma: “Che il vostro cielo sia luminoso e che il vostro dolce sorriso possa essere sereno per l’attimo di felicità che mi avete regalato: un intero attimo di felicità, è forse poco nell’intera vita di un uomo?”

Notti bianche sono quelle 5 notti dove a San Pietroburgo il sole non tramonterà mai del tutto, illuminando il cielo anche di notte. Un lucore costante. Se vogliamo che il sole non tramonti mai del tutto dobbiamo avere il coraggio di afferrare l’inafferrabile, l’Arte. Dobbiamo avere il coraggio di sognare. Nello spettacolo Il Sognatore, preferisce il sogno alla realtà, perchè la realtà non è mai quella che ci aspettiamo, quella è la routine. Egli esclama: “Com’è ripugnante la realtà! Che cos’è in confronto al sogno!”

E questa realtà di adesso non è ripugnante perchè esiste una pandemia in corso, almeno non solo, ma anche perchè dobbiamo continuamente misurarci con la complessità delle cose. O Tutto è meraviglioso o tutto è un disastro dove vivere. Non perchè viviamo nell’era del Covid non possiamo sognare, certo chè è difficile muoversi come un acrobata, perchè i gesti di un acrobata possono sembrare esagerati, a volte lo sono, ma quell’esagerazione è anche un modo per mantenere l’equilibrio sul filo del dirupo della propria mente. La sanità e l’igiene mentale di questo momento passano attraverso quel filo e tutti noi oggi dovremmo imparare a muoverci come degli acrobati nella complessità della vita..

Servono stimoli, suggestioni, arte, serve la funzione del sogno e del futuro, serve dare spazio all’immaginazione e all’intuito. Solo il teatro permette di vedere il proprio pensiero realizzato in un altro essere umano in carne ed ossa, solo il teatro esprime i sentimenti e le angosce di tutti dal vivo e in diretta e in diretta fa pensare dando a tutti la possibilità di trasformare il pensiero in crescita individuale. L’opera teatrale è immediata perché umana e non filtrata da un video. Noi prima di essere pensiero siamo corpo ed è in quel corpo che si realizza il pensiero. Non esiste un pensiero senza un corpo.

Signor Presidente, il mio scopo nella vita è aiutare gli altri, e tutti i giorni adempio alla mia professione con grande rigore scientifico, e con altrettanto rigore ho desiderio di ricominciare a sognare, perché so che sognare è il modo migliore per rimanere vigili nella vita, forse è vero… non di solo pane vive l’uomo.

Buon lavoro Presidente, i miei migliori auspici in un momento così terribile, io domani, nel mio piccolo, tornerò a contenere l’angoscia dei miei Pazienti, che ogni giorno lottano, ed io insieme a loro, per trovare una base dove aggrappare l’angoscia, io non potrò contenere tutto ma l’Arte sì, l’Arte questa funzione ce l’ha. Ri-Animi l’Arte Presidente, Le dia un’Anima nuova, in molti saremo con Lei ad avere ossigeno nuovo nei polmoni del nostro Vivere.

Moscow, Russia- Piazza Rossa, 26 dicembre 2017

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